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Tra Abruzzo e Kansai

CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITÀ

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La volpe dell’Abruzzo e la volpe giapponese sono entrambe varianti della volpe rossa (Vulpes vulpes), ma presentano differenze interessanti legate all’habitat, al comportamento e al ruolo culturale.

La prima, diffusa negli Appennini, ha un mantello rossiccio tendente al bruno e un’indole schiva. Vive nelle foreste e svolge un ruolo importante nell’ecosistema, controllando le popolazioni di piccoli animali. è considerata simbolo di astuzia e inganno 

La seconda, invece, ha una presenza più variegata, con esemplari dal mantello rosso, bianco o nero. In Giappone non è solo un animale selvatico, ma anche una figura mitologica: la kitsune, una volpe magica capace di trasformarsi e legata alla divinità Inari. 

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L’orso bruno marsicano, endemico dell’ Abruzzo, e l’orso nero asiatico, diffuso in Giappone, sono due sottospecie con caratteristiche e sfide diverse.

Il primo è una rara sottospecie dell’orso bruno, più piccolo e dal carattere schivo. Il secondo, invece, è più diffuso, con una corporatura più contenuta e una macchia bianca sul petto. 

Entrambi sono vittime della frammentazione del territorio e necessitano di tutela per garantire la loro sopravvivenza. 

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Il lupo appenninico è una sottospecie del lupo grigio endemica dell’Italia centrale e meridionale. Ha dimensioni medio-piccole rispetto ad altri lupi europei. Il suo mantello è generalmente grigio-bruno con sfumature rossastre. Dopo essere stato quasi sterminato nel XX secolo, oggi è protetto e ha visto un aumento della popolazione.

Il lupo giapponese, o Ōkami, era una piccola sottospecie di lupo grigio endemica del Giappone, estinta all’inizio del XX secolo. Era il più piccolo tra i lupi conosciuti, con un corpo snello e un muso più corto rispetto ad altri lupi. Era considerato una creatura sacra nella cultura giapponese, ma la deforestazione e la caccia ne hanno causato l’estinzione. 

Oggi esistono leggende e avvistamenti non confermati che alimentano il mito della sua possibile sopravvivenza.

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Il Cervo Nobile Appenninico, è un’imponente sottospecie del cervo nobile europeo. Si distingue per la sua grandezza e il suo portamento elegante, con un mantello che varia dal rossastro in estate al bruno-grigiastro in inverno. I maschi possiedono grandi palchi ramificati. Vive principalmente nei boschi e nelle radure del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Il Cervo Sika, è invece più piccolo e snello. Il suo tratto distintivo è il mantello maculato, che mantiene per tutta la vita. I suoi palchi sono meno sviluppati e meno ramificati rispetto a quelli del cervo nobile. È un animale molto elusivo, che predilige le foreste fitte e le zone umide, e spesso ha abitudini notturne. In Giappone, il cervo sika è considerato sacro in molte tradizioni shintoiste, soprattutto a Nara, dove questi animali convivono pacificamente con gli esseri umani.

Nonostante le loro differenze, entrambi i cervi sono simboli della natura dei loro territori, rappresentando la bellezza e la biodiversità dell’Abruzzo e del Giappone.

PROGETTAZIONE

LOGOTIPO

Per il  logotipo abbiamo scelto il font Victor: un San serif caratterizzato da uno stile grunge; per il payoff abbiamo utilizzato il font Arboria, in modo da esaltare il contrasto tra i due.

Il titolo si ispira ai kodama, spiriti protettori degli alberi nella mitologia giapponese, che nel gioco offrono bonus.

PROTOTIPO INTERFACCIA

Il gameplay  è strutturato come un endless run 2D con scorrimento orizzontale, la cui apparente leggerezza si contrappone a un forte messaggio simbolico: non esiste vittoria, ma un senso di ingiustizia che induce alla riflessione.

PERSONAGGI

Il giocatore impersona una volpe, affiancata da cervo, orso e lupo – animali simbolo di Abruzzo e Giappone – in una corsa senza fine per denunciare gli effetti distruttivi dell’urbanizzazione. 

I personaggi sono accompagnati nel corso della partita dai Kodama, i quali consentono l’aumento del punteggio.

AMBIENTAZIONE

COMUNICAZIONE

Offline

Online

Progetto realizzato da Claudia Demarinis, Valeria Di Battista, Giovanni Genga e Sivilia Papagno.

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